Letter 5 from Alessandro Volta to 3rd Earl Cowper

9 May 1779, Pavia

By Gill Cordingley & Maria Porter

Volta is delighted with the gift of a eudiometer from England that Cowper has sent him. He suggests further experiments that could be done with the very large version of the Electrophorus that Cowper has had installed in his “cabinet”.

Altezza

Ho finalmente ricevuto l’Eudiometro del Sig. Magellan. Io non so come ringraziare V.A. d’un si bel dono, e tanto a me più grato, quanto che da più d’un anno io avea invano desiderato e cercato di avere una tal macchinetta: l’operetta sì che l’avevo, mandatomi dall’istesso Sig. Magellan.

V.A. ha veduto nel vol 34 della Scelta d’Opuscoli di Milano la descrizione d’un mio Eudiometro ad aria infiammabile, ma le figure sonvi malissimo fatte. Dopo quel tempo io l’ho molto perfezionato: ma tre modelli solamente ne ho potuto far costruire a Ginevra, quando vi passai, un solo de’quali mi è restato, gl’altri due essendosi presi il Sig. de Saussure, e il Sig. Senèbier. Dopo che ho nelle mani questo mio Eudiometro, e che esperimentato con esso mi son suggeriti ancora de’nuovi miglioramenti, ma crederebbe? da un anno e più non ho potuto farne costruire neppur uno: e ciò per mancanza di cristalli, e d’artefici. Alcuni dei miglioramenti unitamente a varie sperienze fatte si trovano nella mia seconda lettera al Dr. Priestley scritta già da più d’un anno e che è comparsa or solamente pubblicata nel Giornale di Rozier dello scorso Aprile. Mi duole che vi son corsi degli errori e dei contrasensi enormi per somma negligenza del Redattore, come deflogisticata dove io dicea flogisticata, e vice versa: ritrosa in luogo di deflogisticata ec. Ma il lettor benigno e intelligente, e V.A. intelligentissima corregger saprà leggendo sifatti errori. Tornando all’ Eudiometro, si tosto che potrò avere quello perfezionato, mi farò premura di presentarlo con una più minuta descrizione a V.A. Intanto le manderei anche quel solo che posseggo così come è, se tutto giorno adoperar non lo dovessi per continuare certe sperienze.

Se ne’ venturi mesi d’estate o in autumno potessi mai (ciò che spero appena) soddisfar al forte mio desiderio di fare un giro in Toscana, allora prendendo meco il mio Eudiometro tal quale è , e varj modelli grossolani, potrei trattenere V.A. con diverse nuove esperienze, e suggerirle l’idea d’altre più belle, come altresi della costruzione più perfetta delle stesse mie macchinette. Ma venga, o non venga io a Firenze quest’anno, mi prenderò la libertà di mandarle la lucernetta o accendi-fuoco ad aria infiammabile, che le ho già promesso; e ciò tra due mesi senz’altro, cioè prima di abbandonare Pavia.

Giacchè Ella ha nel suo gabinetto il mio gran Conduttore di verghette inargentate, io voglio suggerirle di disporlo in una maniera da produrre ancora assai più grandiosi effetti. Se la lungezza di tutte insieme le verghe è es. gr. di 200. piedi, la metà solamente, cioè 100. piedi, le disponga in una due o tre file orizontali, come le accomodai e queste faccia pender sotto da cordoncini di seta parellelamente le altre verghe, come nella figura che ho pubblicato; con questa sola differenza che la distanza delle verghe di sotto da quelle di sopra sia da uno a due pollice, nulla più; e che le verghe superiori non comunichino colle inferiori. Così disposte le cose, se l’ettricità s’infonda alle verghe dell’ordin superiore, quelle dell’ordin inferioire, siccome immerse nella sfera d’attività se ne risentiranno, ed esse pure vibreranno la scintilla toccandole, dismettendo parte del proprio lor fuoco nativo in grazia di quello addizionale sopravvento alle verghe superiori, e che dirò così preme addosso alle inferiori. Or collo scaricarsi il Conduttore di sotto del proprio fuoco collo elettrizzarsi per difetto avviene che si diminuisca la tensione dell’ elettricità d’eccesso del Conduttore di sopra, compensandosi in certa maniera colle mutue azioni due elettricità contrarie sebben distinte e separate. Ma per ciò appunto che diminuita rimane la tensione del Conduttore di sopra non diminuita essendo la quantità assoluta di elettricità, cioè ritenendo egli tutto il suo fuoco eccessivo, per questa minorata tensione dico, diventa egli capace di nuova dose della medesima elettricità, che vi si può e ora infondere, e non si sarebbe potuto prima di provocare il Conduttore di sotto a scaricarsi del proprio fuoco. Pertanto se si faccia che cotesto Conduttore di sotto comunichi col terreno, per mezzo es. gr. d’una catena che ne discende fino al pavimento della stanza, il conduttore di sopra potrà ricevere una strana dose di elettricità prima di salire alla medesima tensione, e a norma di e quella operare scuotendo violentemente la persona che lo tocca, massime se questa tocchi insiememente la catena che pende dal Conduttore di sotto. Questi sono ch’io chiamo Conduttori o congiugati, intorno ai quali ho promesso di pubblicare un’ altra memoria. Certo egli può annoverarsi anche questo tra I paradossi elettrici, che un conduttore di 200. piedi tutto isolato non riceve di gran lunga la quantità di elettricità che riceve quando si fa in due parti, e l’elettricità s’infonde ad una sola metà di 200. piedi tenuta isolata, l’altra metà non essendolo, e trovandosi collocata accosto alla prima.

Ho l’onore di rassegnarmi col solito ossequio e divozione di V.A.

Pavia li 9 Maggio 1779

Umill.mo Dev.mo Obb.mo Servo

Alessandro Volta

Your Highness

Finally, I have received the eudiometer from Mr Magellan. I do not know how to thank Your Highness for such a wonderful gift, even more pleasing as it is more than a year since I had in vain desired and tried to have this machine: Mr Magellan himself had already sent me a description of it.

Your Highness has seen in Vol 34 of the Scelta d’Opuscoli di Milano the description of one of my eudiometers for inflammable air, but the pictures are very badly drawn. Since then, I have perfected it but I could only have three models made up in Geneva when I was passing through, of which only one I kept, the other two having been taken by Mr de Saussure and Mr Senebier. After I held this eudiometer of mine and I experimented with it, I had suggested further improvements but would you believe? It has been a year and more that I have not been able to have one made up for the lack of crystals and devices. Some of these improvements together with various experiments I made can be found in my second letter to Dr. Priestley written more than a year ago and which has appeared, or merely published, in the Journal of Rozier of April last. I am very sorry that mistakes and enormous contradictions appear because of the negligence of the editor, such as deflogisticate instead of flogisticate and vice versa: going back instead of deflogisticate etc. But the sympathetic and intelligent reader, and you Your Highness being even more so, will be able to correct these errors as you read. Going back to the eudiometer, as soon as I have the one that has been perfected, I will in haste send it to Your Highness with a detailed description. In the meantime, I would send you the only one I possess, if I didn’t need to use it every day to continue with some experiments.

If in the coming months of summer or autumn, I could (I hardly hope) satisfy my strong desire to tour Tuscany, then I would take with me my Eudiometer as it is and various rough models. I could then entertain Your Highness with various new experiments and suggest ideas for others more attractive, together with the manufacture of much improved apparatus. But whether I come or not to Florence this year, I will take the liberty of sending you the small lamp or flammable air lighter that I have already promised you and this surely within two months, that is before I leave Pavia.

As you already have in your laboratory my large conductor of silver plated rods, I would like to suggest to you to place it in such a way that it will produce even more grandiose effects. If the length of all the rods together is for example two hundred feet, only half of it, that is one hundred feet should be placed one, two or three horizontal rows, as I disposed them; and from those hang small silk cords parallel to the other bars, as in the picture I have published; with the only difference that the distance of the rods between the ones below to those above is one to two inches, no more, and that the rods on the top do not touch the lower ones. Having thus arranged things, if electricity is infused in the rods above, the ones below, as they are immersed in this sphere of activity, will be receptive and they too will vibrate when the spark touches them, casting off part of their own innate fire thanks to the additional strength of the higher rods, which I could say, presses on the ones below. Or, with the lower conductor discharging its own fire by the electrifying by default, it happens that the tension of the excess electricity of the conductor above diminishes, thereby it compensates in some way with the mutual action with the two opposite electricities, although distinct and separate. But even though the tension of the upper conductor diminishes, the absolute quantity of electricity that is the retention of all the excessive fire for this lowered tension, I say, it becomes capable of a new amount of the same electricity which can now be transmitted and which could not have been before causing the lower conductor to discharge its own fire. If this lower conductor is made to communicate with the ground, for example, using a chain that reaches the floor of the room, the upper conductor will receive an unusual amount of electricity before reaching the same tension, and will work in such a way that it would violently shake a person who touches it, especially if this person will touch at the same time, the chain that hangs from the conductor below. These are what I called conjoined conductors about which I promise to write another paper. Certainly this can also count among the electric paradoxes, that a conductor of two hundred feet completely isolated does not by a long way receive the quantity of electricity that it will receive when it is divided in two, and the electricity infuses only in half of two hundred feet kept isolated, the other half not being so and being placed next to the first.

I have the honour of taking leave with the usual obsequecies and devotion to Your Highness.

Pavia 9 May 1779

Your Most Humble, Your Most Devoted, Your Most Obsequious Servant

Alessandro Volta

 

This page was added on 10/07/2013.

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